Trypsin

inFasce

Pubblicato su Uncategorized by trypsin su Maggio 7th, 2008

(via smettoquandovoglio, e pep)
C’è quel confine, quello invisibile, che ognuno di noi ha dentro. Quella strisciante sensazione che, anno dopo anno, insinua una consapevolezza: non siamo tutti uguali. Ci sono i puri di cuore, gli ingenui, i meschini per natura, i santi, i cattivi per piacere, gli alter-ego a vita, i pazzi, i repressi. Ci sono tutti. E ci sono le teste di cazzo. Li riconosci subito perchè, ad una domanda che sorge spontanea, e che non formulo (il video parla da solo), loro ti potrebbero rispondere: dai, è mio figlio, è un gioco, non ti scaldare. Oppure: e quindi?

granita sui denti

Pubblicato su Uncategorized by trypsin su Maggio 6th, 2008

…mi sono bloccato sulla sedia, con la bocca aperta.
Il nuovo video dei Justice.
E mi pare anche in tema, di questi tempi.

Beata Gioventù

Pubblicato su Uncategorized by trypsin su Maggio 6th, 2008

Ci sono i ragazzi, i giovani. Tutti uguali. Poi ci sono le città. Meno uguali. E alla fine ci sono i quartieri, le case e il negozio sotto casa. E qualcuno mi deve spiegare perchè, se un branco di animali decide di colmare il vuoto che li separa dalla coscienza di sè, lo fa in una città, in un posto preciso, oggi. Ad esempio, perchè cinque giovani decidono di farlo a Verona? Non sarà certo perchè a Verona hanno spedito gli psicopatici di tutta Italia; sono scappati cento schizofrenici da una clinica; tutti si drogano o bevono,…
Insomma, il FATTO che cinque ragazzi aggrediscano senza motivo altri ragazzi, fino ad ucciderne uno, pone una questione geografica o sociale? No perchè questi fanno il saluto romano, hanno le svastiche a casa, insomma sono ragazzi di Verona. Non sono ragazzi di Benevento, di Ravenna, di Napoli.
Adesso mi dirai, poteva succedere ovunque. Infatti. Succede a anche a Londra, o a Parigi. Nelle periferie, nelle banlieu. Il perchè è un complesso fenomeno sociale, che non è possibile liquidare in poche parole. C’è il quartiere, l’aggregazione sociale di branco, la difficoltà di integrazione nella società del consumo-successo, è un casino insomma.
Ma io la vedo così: è successo a Verona per almeno due motivi (chissà quanti altri). Primo, Verona è una città, e quindi manifesta le dinamiche sociale delle città (giovani-noia-vuoto-assenza-violenza…). E allora si, poteva succedere in un’altra città. Secondo, Verona è anche una città del nord-est, in Italia. Ovvero esiste, ESISTE, una cultura strisciante e subdola che diventa terreno di crescita per i giovani. Una cultura LOCALE che alimenta idee di narcisismo, di autodeterminazione, di nazionalismo for dummies, di violenza come mezzo di affermazione, di voce-alta, di disprezzo per l’altro, per l’altro tutto. Una cultura che arriva attraverso simboli, rituali, iniziazioni. Ovvero ciò a cui i giovani sono più esposti.
Quindi, non mi rompete il cazzo: a Verona questo succede da anni. E’ una città borghese, della destra intollerante, che tollera solo se stessa. Da quelle parti, ci sono i Naziskin. Ci sono davvero. Violenza chiama violenza, e pare che per molto tempo tutto ciò sia stato tollerato, insegnato, alimentato, sacralizzato. Chiedetelo a chi ci vive, da quelle parti.
Si si, roba vecchia, il fascismo è morto, il nazismo è morto, siamo redenti. Vi credo, ma fatemi il favore di non nascondervi. Avete seminato, adesso raccogliete.

I’m no Superman

Pubblicato su Uncategorized by trypsin su Aprile 29th, 2008

Ok.
Questo lo faccio con ScribeFire.
Tanto è il primo.
Non lo legge neanche la pupa.
Obbiettivi:
1. Imparare a scrivere
2. Dire la mia
3. Leggere la tua
4. Smettere di credere che Rutelli sia un candidato appena accettabile
5. Smettere di credere che Rutelli
6. Decidere i prossimi 6 obbiettivi